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La zootecnia tutela ambiente, paesaggio e biodiversità

Gli animali d’allevamento sono un bene per ambiente e territorio. Con le loro feci portano in giro semi di numerose specie vegetali preservando la biodiversità. Pascolando aprono la macchia e mantengono la vegetazione libera dall’avanzamento della boscaglia e il territorio per come lo conosciamo, riducendo anche il rischio di incendi e di dissesto idrogeologico.

Ne sanno qualcosa in Italia le aree appenniniche o interne delle isole maggiori, in gran parte abbandonate, in cui non ci sono più allevamento o pastorizia. Chi dice che l’allevamento danneggia ambiente e territorio non sa di cosa parla. Ascoltiamo dunque chi invece conosce bene l’argomento e ci mette in guardia da una serie di perdite (anche sociali e culturale) a cui andiamo incontro eliminando carni, salumi e prodotti di origine animale dalle nostre tavole: il professor Bruno Ronchi, Presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA) e Professore Ordinario del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) dell’Università degli Studi della Tuscia.

Giornalista specializzato in sostenibilità, cambiamento climatico e temi ambientali, scrive per diversi giornali, riviste e siti Web. Ha lavorato nel 2007 presso il Centre on Sustainable Consumption and Production nato dalla collaborazione tra UNEP e Wuppertal Institut. Laureato in sociologia, da alcuni anni sta focalizzando il suo lavoro sugli impatti della produzione di cibo, a partire da quelli legati alla zootecnia ed alle produzioni animali. A fine 2018 ha pubblicato il libro “In difesa della carne”, edito da Lindau.