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I giovani possono fermare la sottomissione della campagna alla città

Secondo la professoressa Antonietta Mazzette, docente di Sociologia urbana presso l’Università degli Studi di Sassari, è tempo di rivedere il rapporto tra città e campagna, che dal Medioevo in poi si è rovesciato. “È da lì che arrivano gli squilibri di cui oggi paghiamo alti costi”, sottolinea la sociologa: “La città ha bisogno della campagna e la campagna ha bisogno delle qualità urbane”.

Senza dover tornare al passato, anche perché non ce n’è motivo, è necessario avviare un dialogo con chi più di altri può ridurre gli squilibri sociali dovuti alla contrapposizione tra campagna e città: i giovani, che anche grazie alle nuove tecnologie digitali possono arrestare il processo di sottomissione delle campagne alle città, ritrovando un nuovo equilibrio. “Abbiamo bisogno di utilizzare il passato unendolo alle conoscenze acquisite fino ad oggi”, suggerisce Mazzette: “È qui che i giovani possono essere protagonisti. Anche ridando vita a saperi che sono andati persi negli ultimi decenni”.

Giornalista specializzato in sostenibilità, cambiamento climatico e temi ambientali, scrive per diversi giornali, riviste e siti Web. Ha lavorato nel 2007 presso il Centre on Sustainable Consumption and Production nato dalla collaborazione tra UNEP e Wuppertal Institut. Laureato in sociologia, da alcuni anni sta focalizzando il suo lavoro sugli impatti della produzione di cibo, a partire da quelli legati alla zootecnia ed alle produzioni animali. A fine 2018 ha pubblicato il libro “In difesa della carne”, edito da Lindau.