Viva la carne bianca

La carne bianca, e cioè quella di pollo, tacchino e coniglio, è ricca di proteine nobili indispensabili all’organismo per rinnovare i tessuti e per la formazione degli ormoni, degli enzimi e di aminoacidi ramificati, utili nel metabolismo dei muscoli e nel promuovere lo smaltimento delle tossine che si formano quando un organismo svolge un intenso lavoro atletico. La carne bianca è insomma, se consumata con moderazione, un concentrato di benessere.

Nonostante l’aspetto bianco della carne, 100 grammi di pollo e tacchino contengono rispettivamente 1,5 e 2,5 grammi di ferro, valori che sono all’incirca equivalenti a quelli della carne di bovino.

Gustosa, saporita, tenera, nutriente e digeribile, ricca di proteine,  la carne di pollo, soprattutto se cucinata in modo semplice (arrosto, lessata, bollita)  è uno degli alimenti più consumati, ed è particolarmente indicata per la nutrizione di bambini e  anziani perché facilmente masticabile, e povera di tessuto connettivo. Tolta la pelle, la  carne bianca si segnala inoltre come molto salutare perché contenente pochissimi grassi saturi. E tuttavia, per consumarla al meglio, occorre rispettare alcune semplici regole.

Carne bianca: istruzioni per l’uso

Pochi giorni fa, è arrivato l’allarme dall’agenzia britannica specializzata in sicurezza degli alimenti: “Non lavare il tuo pollo”  (“Don’t wash your chicken”). Ci si potrebbe chiedere: perché non lavare il pollo sotto il getto dell’acqua corrente del lavello oppure  non tenerlo un po’ a bagno in una ciotola per eliminare eventuali impurità e batteri, proprio come siamo soliti fare un po’ tutti?

Lavare il pollo crudo prima della cottura, aumenta la possibilità di diffusione di batteri pericolosi e d’intossicazione alimentare, spiega la  Food Standards Agency (FSA), l’agenzia britannica che vigila sulla sicurezza alimentare. Mettere fusi e petti sotto l’acqua corrente prima di cucinarli non è un’abitudine rara: secondo il rapporto stilato dalla Fsa, infatti, il 44 per cento dei britannici lava il pollo sotto il getto dell’acqua corrente.

Secondo gli esperti i getti d’acqua che rimbalzano dal pollo crudo  nella fase di lavaggio, potrebbero rivelarsi un boomerang per la salute. Le gocce d’acqua della pulitura, rimbalzando e colpendo anche i ripiani della cucina, spugnette, strofinacci e  pentole,  diffondono batteri come il Campylobacter, un microrganismo che si guadagna il primato tra gli agenti patogeni che infettano gli animali. Non un batterio del tutto innocuo, visto che si calcola che nella sola Gran Bretagna, ogni anno, il batterio colpisca circa 280mila persone.

Gli effetti della contaminazione possono essere molto gravi: si va da semplici enteriti batteriche accompagnate da diarrea, dolore addominale, crampi e febbre, alla più seria sindrome di Guillain-Barre.

Allora, quali sono le  precauzioni da prendere?  Il consiglio che ci viene dato,  è quello di toccare il meno possibile la carne cruda e di lavare bene le mani con sapone dopo essere venuti a contatto con la stessa. Meglio dunque cucinare il pollo direttamente accertandosi che la carne sia ben cotta affinché possa sprigionare appieno i suoi notevoli benefici.

Fonte: Farmacia.it