Vitellone piemontese della coscia, ora IGP

Nuova vittoria per le carni italiane. A fine 2016, con pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 23 dicembre 2016, il “Vitellone piemontese della coscia” ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protette (IGP). Un iter partito nel 2009, conclusosi ora con questo importante risultato. Che, oltre a difendere tradizioni antiche che hanno portato questa razza bovina da carne italiana ad essere la più importante per consistenza numerica, tutela una filiera che da sola impiega oltre 15mila addetti. Il suo fatturato?  Oltre 500 milioni di euro per il solo allevamento e 1 miliardo e 30 milioni per l’intera filiera.

La zona di produzione di questa razza bovina include le intere provincie di Asti, Alessandria, Cuneo, Torino, molti comuni delle provincie di Biella, Novara e Vercelli, oltre che, in Liguria, delle provincie di Savona e Imperia. Il rigido disciplinare va dall’allevamento alla macellazione. L’alimentazione di questi bovini si basa su foraggi conservati, che per almeno il 70% devono provenire da prati naturali e quindi da essenze provenienti dalla zona di produzione, o da prati artificiali costituiti da graminacee o leguminose. I mangimi sono consentiti in quantità percentualmente mai superiori ai foraggi.

Ma cosa rende questi bovini così speciali? Da una parte il forte legame con il loro territorio: si traccia la presenza di questi animali in Piemonte e sull’Appennino ligure già da due secoli. Dall’altra le loro caratteristiche morfologiche e fisiologiche dovute a una particolare mutazione genetica registrata nel comune cuneese di Guarene già nel 1886: un gene del vitello “della coscia” infatti non è più in grado di esercitare la sua funzione regolatrice sulla produzione di miostatina, determinando così uno straordinario sviluppo muscolare sui quarti posteriori di questi animali.

Questa peculiarità ne condiziona positivamente le caratteristiche organolettiche della carne, che può tra l’altro vantare un ridotto contenuto di lipidi, un elevato contenuto di proteine e, cosa molto apprezzata dai consumatori, un colore rosso chiaro brillante. La carne del “Vitelloni Piemontesi della coscia” sarà riconoscibile dall’etichetta, che conterrà questa stessa denominazione e il suo logo, la dicitura “Indicazione Geografica Protetta” (IGP) e il simbolo dell’Unione europea.

La “battuta al coltello”, insomma, è diventata ancora più buona.

 

Redazione Carni Sostenibili