Tracciabilità e sicurezza delle carni in Italia

La qualità e la sicurezza degli alimenti, in Italia così come in tutta l’Unione europea, sono una priorità tale da potere considerare i Regolamenti sulla sicurezza alimentare fra i capisaldi normativi dell’Unione stessa.

Fra tutti i sistemi di controllo attivati negli ultimi decenni, spiccano quelli legati alla tracciabilità delle carni e all’etichettatura dei prodotti. Tanto che recentemente l’Ue ha deciso che bisogna mettere sulle etichette di tutte le carni (non solo quelle bovine) la loro origine.

La strategia europea è quella di prevenire qualsiasi contaminazione dei prodotti alimentari da sostanze presenti nell’ambiente o dovuta ad attività umane (azioni preventive), e creare una rete di controlli che monitori in modo costante la presenza negli alimenti di residui di sostanze che potrebbero essere dannose per la salute pubblica (azioni di controllo).

Fra le azioni preventive rientra un piano di autocontrollo da parte di tutti gli operatori del settore alimentare, attuato con l’applicazione del sistema HACCP (Analisi dei pericoli e punti critici di controllo). Questo, in particolare, mira a prevenire la presenza nei cibi di sostanze potenzialmente dannose per l’organismo umano, passando da un controllo a valle dei cibi che finiscono sulle nostre tavole ad un controllo in ogni fase della loro produzione.

Per quanto riguarda le misure di controllo, dal 2006 sono stati definiti dei limiti di accettabilità dei contaminanti negli alimenti quali nitrati, micotossine, metalli pesanti e diossine. Allo stesso tempo, si sono incaricati degli organismi di ricerca di fare una costante analisi scientifica dell’impatto che i contaminanti noti possono avere sulla salute umana, e sulla potenziale tossicità delle nuove sostanze usate in agricoltura.

Da alcuni anni, inoltre, sono stati adottati tre Regolamenti (149, 260 e 839 del 2008) relativi ai limiti massimi di residui di antiparassitari (LMR) nei prodotti alimentari, per l’impiego di fitofarmaci sulle colture destinate all’alimentazione animale.

L’attendibilità di questi limiti è verificata dall’EFSA (European Food Safety Authority), organismo indipendente che offre una consulenza scientifica su tutte le questioni che influiscono sulla sicurezza alimentare.

In Italia, invece, il Ministero della Salute emana annualmente il Piano Nazionale per la Ricerca dei residui (PNR), in cui sono riportati i risultati delle analisi inerenti la presenza di residui di sostanze tossiche negli alimenti.

Secondo la Relazione finale del PNR del 2012 relativa all’anno precedente, i risultati del piano di monitoraggio hanno evidenziato che ben il 99,81% dei campioni era conforme alla normativa prevista dai regolamenti europei.