Si può salvare il pianeta diventando vegani?

Sempre più spesso si sente dire che diventare vegetariani, vegani o addirittura crudisti e fruttariani sia l’unico modo per salvare il pianeta. Chi sceglie di non mangiare carne, infatti, lo fa spesso per motivi ecologici, ancor prima che per legittimi motivi etici. Eppure, mangiare carne in modo equilibrato o non incide in modo sostanziale sul proprio impatto ambientale complessivo.

Le scelte alimentari non sono l’unico modo per ridurre la propria impronta ecologica. Anzi, molte azioni legate ad esempio alla mobilità, ai consumi di energia, alle scelte di acquisto (abbigliamento, elettronica ecc.) e in generale ai dispendiosi stili di vita di oggi, possono essere molto più importanti.

A dimostrazione di ciò, basta provare a usare il calcolatore ufficiale del Global Footprint Network, che permette di calcolare qual è appunto la propria impronta ecologica. Provate a fare il test due volte, lasciando invariati tutti i dati tranne quello del consumo di carne. Mettendo e togliendo la carne nei due diversi test, si noterà che i risultati finali non avranno differenze significative.

Per una persona con uno stile di vita come quello medio italiano, gli estremi “reali” ottenuti variano da un minimo di 2.1 «pianeti», necessari a sostenere il proprio stile e le proprie scelte di vita (il doppio di quello che abbiamo a disposizione) ad un massimo di 4.2 «pianeti». Gli scostamenti massimi ottenuti tra i valori “reali” e i valori del test rifatto “con e senza carne” risultano al massimo di 0.1 «pianeti».