Scuole di Bologna, neuropsichiatra contro menu vegano

“A chi è venuta questa grande idea?”. Emilio Franzoni, neuropsichiatra infantile dell’Alma Mater, il medico che cura l’anoressia, non ha dubbi sull’introduzione di menù vegani nelle scuole di Bologna a partire da febbraio: “Non l’avrei fatto”.

Perché, professore?

“È la porta aperta per l’anoressia”.

Ci sono evidenze scientifiche che mostrano una correlazione?

“Non è scientificamente provato, ma spesso e volentieri le ragazze che poi arrivano all’anoressia in età adolescenziale cominciano con una dieta vegana”.

Cosa non va in una dieta vegana?

“Abolisce quasi tutto, non va bene in particolare per i bambini che hanno bisogno per crescere di tutti gli elementi nutrizionali importanti. Mentre la dieta vegetariana presenta qualità nutrizionali che salvaguardano la persona, la dieta vegana comporta dei rischi, soprattutto se il soggetto ha una predisposizione a disturbi di comportamento alimentare che noi consideriamo geneticamente determinati. E che non puoi sapere prima se si svilupperanno”.

Il rischio dunque è di disturbi nei comportamenti alimentari?

“Uno dei disturbi alimentari dell’infanzia è la cosiddetta alimentazione selettiva: i bambini che mangiano solo pasta in bianco, per esempio. Questi si privano di una nutrizionalità completa. La dieta vegana non è la stessa cosa, però le caratteristiche sono simili”.

Dunque il Comune non dovrebbe introdurre menù vegani nelle scuole?

“Io lo sconsiglierei anche alle famiglie, ma qui entriamo nella sfera privata. Un servizio pubblico non dovrebbe consentirlo. E comunque è una scelta che va fatta quando si è in grado di scegliere”.

Comunque ci vuole il parere del pediatra.

“È una responsabilità che i medici dovranno prendersi. Poi però andiamo a vedere cosa questo avrà comportato nella crescita”.

 
Fonte: La Repubblica