Risparmio idrico e sostenibilità degli allevamenti zootecnici

Anche gli animali da allevamento hanno bisogno di acqua. Per l’abbeverata, ovviamente, e per alcune operazioni come la mungitura. Ma soprattutto per la crescita dei foraggi di cui si nutrono. A ricordare l’importanza dell’acqua nella produzione di carne è il professor Giacomo Pirlo, direttore di ricerca del CREA. Che, in un utile video diffuso dalla neonata Rete rurale nell’ambito del Programma Rural4Learning su iniziativa del Mipaaf, fa il punto sulla situazione del risparmio idrico e dei reali consumi d’acqua degli allevamenti zootecnici italiani.

“Per impronta idrica, o water footprint – ricorda Pirlo – si intende la quantità d’acqua contenuta in un alimento più quella che serve per produrlo. Si esprime in litri d’acqua per chilo di prodotto, e si divide in acqua blu (quella dei corsi d’acqua e delle falde), acqua verde (ossia quella delle precipitazioni) e acqua grigia (cioè quella che serve a riportare la concentrazione degli inquinanti ad un livello accettabile)”.

Ogni alimento ha una sua impronta idrica, ma è opportuno ribadire che per i prodotti di origine animale la stragrande maggioranza dell’acqua utilizzata è quella verde, derivante dalle precipitazioni, che è gratuita. Al contrario l’acqua blu si paga, e anche molto, e come ricorda il professore a maggior ragione ha senso usarla nel modo più razionale possibile.

Ma come si può risparmiare l’acqua blu? Come si fa a sfruttare al meglio quella verde? E ancora: come si può gestire quella grigia per minimizzare gli impatti sull’ambiente e sulla salute di persone e animali? Le risposte le potete trovare appunto in questa breve video-lezione di Giacomo Pirlo, di cui vi consigliamo la visione e la diffusione.

 

 

Redazione Carni Sostenibili