Rispettare gli animali da allevamento, per molti motivi

Il rispetto degli animali da allevamento negli ultimi anni è diventato a dir poco prioritario, sia nell’Unione europea che nei Paesi che esportano carne in Europa, tenuti ad adeguarsi a standard equivalenti a quelli previsti per i Paesi Ue. Purtroppo ci sono singoli casi di illegalità che – riportati da alcuni media come se rappresentassero la norma – macchiano l’immagine di migliaia di allevatori e produttori che operano secondo le normative. La stragrande maggioranza degli operatori del settore, infatti, segue scrupolosamente rigorose procedure.

I motivi di questa maggiore attenzione per il benessere animale sono molteplici, ma oltre all’indubbia valenza etica e quindi alla maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica e degli organi di controllo, c’è da considerare anche l’aspetto economico: eventuali fattori di stress e cattive condizioni di vita possono non solo fare soffrire inutilmente gli animali da allevamento, ma anche portare gli stessi a una maggiore predisposizione alle malattie. Di conseguenza, la qualità della carne e dei prodotti che se ne ricavano potrebbe essere compromessa, così come la sua commerciabilità e la sicurezza dell’intera filiera alimentare.

Qualunque sia il motivo per cui si decide di portare agli animali da allevamento il rispetto che meritano, c’è da dire che l’Unione europea, ancora una volta, è particolarmente all’avanguardia in questo senso: la Commissione si sta infatti impegnando molto per incrementare il livello di benessere animale negli Stati membri, con un investimento continuo nel perfezionamento degli standard normativi.

Uno sforzo questo che porta l’Europa a investire mediamente 70 milioni di euro all’anno in azioni finalizzate alla sola tutela del benessere animale. Nell’Unione europea sono proibiti tutti quei metodi di allevamento che provocano sofferenze o lesioni ai capi di bestiame, e si impone che gli animali vengano controllati giornalmente e, nel caso, curati.

Ma non è tutto: secondo la legislazione europea, deve essere garantita libertà di movimento a tutti gli animali, mentre le attrezzature per la somministrazione di mangimi e acqua devono essere concepite, costruite e installate in modo da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti o dell’acqua e le conseguenze negative derivanti da rivalità fra gli animali.

Gli sforzi per garantire il benessere animale sono continui e crescenti, m spesso solo un allevatore, piccolo o grande che sia, conosce la cura che sta dietro anche a un singolo animale. Ciò che non è affatto corretto, invece, è far credere all’opinione pubblica che gli allevamenti in cui gli animali non vengono rispettati (un non-senso, lo ripetiamo, anche a livello economico) rappresentino la norma.

Redazione Carni Sostenibili

 

2 Risposte

  1. Salve. Grazie per il commento. Il Progetto Carni Sostenibili punta ad informare su quanto di buono si sta facendo in Italia in termini di sostenibilità e anche di benessere animale, ma fra i suoi obiettivi non rientra l’attivazione di alcun programma di certificazione. Né quello di diventare un ente di certificazione.

  2. Paolo Pozzi

    Buon giorno
    domando se la vostra associazione ha mai pensato di attivare un programma di certificazione di benessere animale per gli allevamenti dei soci.