Quali sono i grassi davvero dannosi?

Dopo avere bandito per anni i grassi saturi, considerati dannosi per la salute, molte persone si dovranno finalmente ricredere. A fare ulteriore chiarezza sull’argomento è un mega-studio canadese, recentemente pubblicato sul British Medical Journal che, scrive Adn Kronos, “che mette nella lista dei ‘cattivi’ i grassi trans, prodotti da oli idrogenati e utilizzati nella margarina, negli snack, prodotti da forno e dolci industriali. Questi sì, secondo i risultati, che aumentano il rischio di morte in generale del 34% e, in particolare, per malattie cardiovascolari (+28%)”.

Riabilitati burro e bistecche, quei grassi saturi non sono poi così nocivi

Riabilitati burro e formaggi, bistecche e hamburger: i grassi saturi contenuti in questi prodotti di derivazione animale non sono nocivi per la salute come si riteneva. Farà piacere a molti la conclusione di un mega-studio pubblicato sul ‘British Medical Journal’, che mette nella lista dei ‘cattivi’ i grassi trans, prodotti da oli idrogenati e utilizzati nella margarina, negli snack, prodotti da forno e dolci industriali. Questi sì, secondo i risultati, che aumentano il rischio di morte in generale del 34% e, in particolare, per malattie cardiovascolari (+28%).

La ricerca, condotta in Canada da un’équipe della McMaster University di Hamilton (Ontario), non ha trovato alcuna associazione fra gli alimenti ricchi di grassi saturi – come carni, tuorli d’uova, latte vaccino e derivati – e una maggior incidenza di patologie cardiovascolari, ictus e diabete di tipo 2. Un’altra prova si aggiunge a dar corpo alla recente tesi che negli ultimi 50 anni questi prodotti siano stati ingiustamente ‘banditi’ per motivi di salute.

Questi risultati, però, sottolinea Russel de Souza, a capo del team di ricercatori, non possono essere trasformati in un ‘via libera’ al consumo di grassi saturi: “L’obiettivo – spiega – è distinguere fra le tipologie di grassi ed evidenziare gli effetti nocivi di quelli trans, che non hanno benefici per la salute e anzi aumentano significativamente il rischio di malattie cardiache”.

Le linee guida attuali raccomandano che gli acidi grassi saturi non devono superare il 10% dell’introito calorico giornaliero, quelli trans l’1%.

Fonte: Adn Kronos