Qual è il legame fra uomo e pollo?

Quale legame c’è fra l’uomo e il pollo? A quando risale? E quanto è stata importante nello sviluppo culturale e scientifico dell’umanità l’interazione con questo utile animale? Se lo sono chiesti in Gran Bretagna presso l’Arts and Humanities Research Council, che grazie a un finanziamento di 3 milioni di sterline e due anni di ricerche, ha pubblicato lo studio intitolato “Cultural and Scientific Perceptions of Human-Chicken Interactions”: una ricerca dai risultati interessanti, che rivelano aspetti inattesi o finora inesplorati dei legami tra l’essere umano e il mondo avicolo, non necessariamente derivanti da una questione alimentare.

Gregor Larson, della Oxford University e ricercatore del progetto, ha detto che per migliaia di anni il ruolo primario dei polli era gareggiare nei combattimenti tra galli, o prendere parte a diversi rituali. Per Larson la ricerca ha mostrato che la domesticazione del pollo è iniziata 7.000-10.000 anni fa, ma un recente scavo archeologico realizzato in Israele ha suggerito che già circa 2.200 anni fa i polli erano largamente utilizzati come cibo.

Gli scienziati dell’Università di Nottingham hanno lavorato con il Laboratorio di Geoscienze del Natural Environment Research Council (NERC) per mettere a confronto la dieta dei polli e degli esseri umani. Le analisi effettuate sugli isotopi di azoto e di carbonio presenti nelle ossa hanno permesso di mostrare come è cambiata l’influenza degli umani sulla modalità di nutrizione dei polli. 

Inoltre, le analisi degli isotopi di stronzio forniranno informazioni in relazione alla provenienza, per determinare se è possibile riconoscere a livello archeologico gli scambi delle uova. L’analisi degli isotopo dell’ossigeno permetterà poi di verificare se è possibile determinare la durata e le stagioni della deposizione delle uova e se questi fattori sono cambiati nel corso del tempo.

Nel frattempo, l’Università di Bournemouth, ha fornito il più grande database zooarcheologico dedicato a una particolare specie animale. I dati sono stati raccolti in tutto il mondo, permettendo alla squadra di indagare la storia della diffusione dei polli domestici.

Un team della Leicester University, guidato da Richard Thomas, impiegando l’analisi metrica standard ed altre tecniche per distinguere tra individui selvatici/domestici e maschio/femmina, ha studiato le modifiche e le variazioni della dimensione dei polli. Le analisi delle anomalie scheletriche permetteranno di capire il cambiamento dei modelli delle malattie e delle lesioni legate all’allevamento dei polli.

Il progetto, prevede anche una serie di attività di coinvolgimento, seminari di ricerca e il contributo dell’attore Steve Croce, e fa anche capo all’Università College di Londra.

I risultati completi del progetto saranno pubblicati all’inizio del prossimo anno.

Fonte: Unaitalia