Piano nazionale residui: contro l’utilizzo di sostanze illegali

L’utilizzo di sostanze illegali in alcuni allevamenti è un fenomeno marginale, ma importante. Per questo l’intero settore delle carni, insieme alle forze dell’ordine, si sforza quotidianamente per evitare che si ciò si verifichi. I risultati di questo costante controllo della situazione sono a dir poco soddisfacenti.  Secondo l’ultima relazione nazionale disponibile, relativa al 2013, il 99,98% dei campioni esaminati dalle autorità è infatti conforme ai parametri di legge.

Il controllo relativo all’utilizzo illecito di sostanze vietate (ad esempio gli anabolizzanti) risulta di fondamentale importanza per la tutela della salute pubblica, oltre che per le produzioni italiane di eccellenza. Per gestire in modo sistematico questi controlli sono stati studiati e messi in atto diversi sistemi di monitoraggio.

In Italia il più importante è il Piano Nazionale Residui (PNR), un piano di sorveglianza predisposto al fine di svelare o verificare l’utilizzo di sostanze vietate, la somministrazione abusiva di sostanze non autorizzate, la conformità dei residui di medicinali veterinari con i limiti massimi di residui (LMR) e le quantità massime di contaminanti ambientali (ad esempio composti organofosforati e organoclorurati) fissate dalla normativa nazionale e comunitaria.

Il PNR è strutturato in diverse sezioni, nelle quali sono riportate le specie e le categorie animali da sottoporre a campionamento, la categoria di residui o di sostanze da ricercare, le strategie di campionamento e i livelli e le frequenze di campionamento. Il Ministero della Salute è individuato come il coordinatore delle attività di controllo e trasmette regolarmente i risultati alla Commissione europea con cadenza semestrale. L’attuazione del PNR ed il rispetto dei debiti informativi nei confronti della Commissione europea è garantita dalla collaborazione tra Assessorati Regionali, Servizi Veterinari (SV), Nuclei Operativi Regionali di Vigilanza (N.O.R.V.) e Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.).

“Gli Assessorati delle regioni e delle Province Autonome pianificano l’attività da svolgere sul territorio di propria competenza in base alle tabelle di programmazione del PNR e verificano la corretta esecuzione del Piano, in particolare per quel che riguarda le procedure di campionamento e  l’uniforme distribuzione dei campioni nel corso dell’anno”, ricorda l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta: “Le Regioni e le Province Autonome, inoltre, possono predisporre controlli supplementari sulla base di esigenze legate alla realtà zootecnica specifica del territorio o sulla base di sospetto di presenza di residui.  Il piano di attività regionale e l’inizio delle attività deve essere comunicato al Ministero entro il 1° febbraio di ciascun anno”.

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