Lo stile alimentare conta. Lo stile di vita di più

Sempre più frequentemente, si sente dire che diventare vegetariani sia l’unico modo per salvare il pianeta. Spesso infatti, chi sceglie di non mangiare carne lo fa per motivi ambientali, ancor prima che per legittimi motivi etici . Eppure, mangiare carne o meno non modifica in maniera sostanziale il proprio impatto ambientale complessivo.

A dimostrazione di ciò, ho fatto un piccolo gioco. Usando il calcolatore ufficiale del Footprint network, ho provato a calcolare qual è la mia “impronta ecologica”, ovvero quanta superficie ci vuole per sostenere il mio stile di vita. Il risultato ottenuto è infatti misurato in «pianeti».

Ho fatto fare lo stesso test anche ad un piccolo campione di 15 persone tra loro eterogenee per abitudini e consumi (incluse le scelte alimentari). Alle stesse persone, ho chiesto di ripetere il test e, lasciando invariati tutti gli altri dati, di togliere o mettere nel proprio menù la carne, l’alimento che più di altri porta a dibattiti, se non scontri, quando si parla di alimentazione e sostenibilità.

I principali risultati la dicono lunga su quanto ormai ci si fermi a dei veri e propri luoghi comuni quando si descrive la carne come nemico assoluto dell’ambiente. Si conferma una sostanziale e significativa variabilità di comportamenti tra i partecipanti all’indagine. Gli estremi “reali” ottenuti variano da un minimo di 2.1 «pianeti» necessari a sostenere il proprio stile e le proprie scelte di vita (il doppio di quello che abbiamo a disposizione) ad un massimo di 4.2 «pianeti». Tuttavia gli scostamenti massimi ottenuti tra i valori “reali” ed i valori del test rifatto “con e senza carne” risultano al massimo di 0.1 «pianeti».

I dati ottenuti, seppur di un piccolo campione, sono stati sottoposti ad analisi della varianza (Anova) e non sono emerse differenze statisticamente provate tra i dati relativi al consumo di carne reale, nullo o massimo. Che cosa significa? Che le proprie decisioni sul consumo o meno di carne non sono poi così rilevanti rispetto alle nostre scelte quotidiane di vita.

Emerge infatti che ciò che aumenta il risultato in termini di «pianeti» sono, ad esempio, i consumi energetici o i trasporti. Bisognerebbe adottare quindi, uno stile di vita sostenibile a 360° attraverso semplici azioni, come cercare di ridurre i consumi nella propria abitazione, quindi non eccedendo con il riscaldamento invernale o il condizionamento estivo, scegliendo indumenti idonei alla stagione. O ancora limitando l’uso dell’auto, utilizzando mezzi pubblici o la condivisione di un mezzo di trasporto privato da parte di più persone. Provare per credere.

Claudio Mazzini

Fonte: La Stampa