La gestione delle deiezioni animali

L’impatto nella gestione delle deiezioni animali è dovuto sia alle emissioni in aria delle sostanze volatili presenti (ammoniaca, metano e protossido di azoto) che al rilascio di azoto nel suolo. Negli allevamenti in stalla questi aspetti ambientali sono relativi a due momenti differenti nell’intero flusso di gestione: la fase di raccolta e stoccaggio e quella di smaltimento finale. Quando si è in presenza di allevamenti all’aperto, invece, essendo impossibile raccogliere le deiezioni l’impatto dipende dallo spandimento sui campi e il suo controllo è pressoché impossibile.

Per quanto riguarda la raccolta e lo stoccaggio delle deiezioni negli allevamenti in stalla, un primo aspetto da tenere in considerazione riguarda le modalità di gestione dell’allevamento, che nel caso di lettiera con paglia o altro materiale assorbente possono dare origine a letame (bovino) o pollina (avicolo), nel caso di allevamento organizzato su pavimento grigliato a liquame (bovino o suino).

Essendo materiali quasi solidi, il letame e la pollina sono più facilmente gestibili rispetto ai liquami. Sono quindi da preferire, perché rendono possibili più alternative per le successive fasi di stoccaggio e di smaltimento. Oltre a questo, è da tenere presente che essi vengono generati da allevamenti che prevedono la lettiera, di conseguenza sono migliori anche per quanto riguarda il benessere degli animali.

Dopo la raccolta, le deiezioni sono stoccate per fare in modo che il trattamento avvenga in tempi, modi e luoghi il più possibile adeguati. I sistemi di stoccaggio tipici sono molti, ma si possono caratterizzare per un aspetto fondamentale che è la copertura: soprattutto nel caso dei liquami si possono infatti trovare vasche aperte o chiuse, con ricadute molto diverse dal punto di vista ambientale.

Le strutture scoperte, ovviamente, comportano maggiori emissioni, sia per il rilascio diretto delle sostanze volatili, sia per il verificarsi di fenomeni di fermentazione spontanea che comportano una ulteriore dispersione di metano, CO2 e altre sostanze.

Come per le fermentazioni enteriche, le emissioni generate in fase di stoccaggio si possono stimare utilizzando le indicazioni contenute nelle linee guida IPCC50 per le tre sostanze principali: il metano, il protossido di azoto e l’ammoniaca.

Le emissioni dipendono ovviamente dalla quantità di deiezioni, dalla tipologia, ma soprattutto dalle modalità di stoccaggio intese come tecnologia e zona geografica: il clima, ad esempio, può essere estremamente influente nei processi di degradazione biologica responsabili delle emissioni.

Per migliorare la propria sostenibilità, il settore zootecnico dovrebbe quindi dirigere gli investimenti verso sistemi di gestione più razionali delle deiezioni preferendo, dove possibile, la produzione di materiale solido e quindi gli allevamenti su lettiera.

Nel caso del bovino da carne questa evoluzione è abbastanza tangibile, come mostrato dal dato di COOP Italia pubblicato sulla dichiarazione ambientale di prodotto in cui si mostra come quasi la metà delle deiezioni prodotte sia gestita in lettiera con la produzione di letame.

 

Redazione Carni Sostenibili