La carne è parte integrante della Dieta Mediterranea

In occasione del Convegno “Proteine animali e vegetali: luci ed ombre”, organizzato all’interno del programma di convegni “Spazio Nutrizione”, la nutrizionista Elisabetta Bernardi ha messo in luce gli effetti benefici della carne all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata, evidenziando come gli allarmismi alimentari possano portare a scelte di consumo dannose per l’organismo. Ma anche un altro dettaglio importante: la carne è parte integrante della Dieta Mediterranea.

“Demonizzare un alimento può contribuire all’insorgere di pregiudizi e false credenze in grado di influenzare negativamente le nostre scelte alimentari”, sottolinea la dottoressa Bernardi, autrice del libro ‘Oggi cosa mangio’ (Giunti Editore): “Alla luce delle numerose discussioni che si sono accese negli ultimi anni sulla correlazione tra consumo di carne e insorgenza di malattie, è doveroso fare alcune precisazioni per ricordare che la carne (con i nutrienti fondamentali che apporta), e più in generale le proteine animali, consumate nelle giuste quantità e all’interno di una dieta varia ed equilibrata, sono indispensabili per l’organismo nonché parte fondamentale del modello alimentare mediterraneo”.

L’importante valore nutritivo della carne è dato dalla presenza di proteine (amminoacidi essenziali) e dalla forte concentrazione di microelementi ritenuti da sempre essenziali per la crescita e lo sviluppo dell’uomo. Le proteine sono i mattoni del nostro organismo e, insieme ad altri micronutrienti fondamentali della carne, sono preziose per il funzionamento del sistema immunitario, per il corretto sviluppo della struttura corporea (scheletro, pelle, tessuti, cellule), per le funzioni enzimatiche (digestione, metabolismo, sintesi) e fonti preziose di energia.

Il pesce e la carne hanno la più alta efficienza proteico calorica (proteine/kcal*100), vale a dire che per porzione apportano una quota più elevata di proteine di ottima qualità ma con un ridotto apporto calorico, un vantaggio notevole in termini di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità. “Se volessimo coprire il nostro fabbisogno di proteine con alimenti di origine vegetale – spesso raccomandate come alternativa alle proteine di origine animale – rischieremmo di introdurre allo stesso tempo una quantità eccessiva di altri nutrienti, rispetto alle esigenze del nostro organismo, assumendo da 3 a 5 volte più calorie rispetto a quelle ottenute con alimenti di origine animale, in particolare tagli magri di carne o pesce”, aggiunge la dottoressa Bernardi.

E’ quindi fondamentale non privarsi di nessun tipo di alimento in quanto se gli alimenti proteici di origine vegetale contribuiscono maggiormente all’apporto di fibra alimentare, vitamine E e magnesio, quelli di origine animale contribuiscono all’assunzione giornaliera di nutrienti come ferro, zinco, vitamina B 12, fosforo e calcio. Un consumo moderato di carne all’interno di una dieta varia ed equilibrata è assolutamente consigliato, seguendo le quantità suggerite dai nutrizionisti che includono 1 porzione da 100 g di carni rosse e/o bianche 2-3 volte la settimana e 50 g di salumi 1-2 volte la settimana. In alcune situazioni speciali, come la gravidanza e l’allattamento o la crescita, si può arrivare a un consumo fino a 4 volte la settimana.

Tutti i nutrienti sono essenziali, ma ogni fase della vita e specifiche esigenze sono caratterizzate da un fabbisogno minore o maggiore di alcuni nutrienti. Le donne in gravidanza, ad esempio, presentano un aumentato fabbisogno di proteine, acidi grassi essenziali, ferro, zinco, calcio e vitamina B12, di cui gli alimenti di origine animale sono la fonte migliore”, conclude la nutrizionista: “In particolare, la carne si rivela davvero indispensabile per un corretto apporto di ferro, la cui carenza può compromettere il funzionamento celebrale, l’apprendimento e la memoria del nascituro, e di colina, un nutriente essenziale che svolge un ruolo critico nello sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino e il cui fabbisogno aumenta anche durante l’allattamento”.

Redazione Carni Sostenibili