In forma e in salute? Sì, ma con la carne

La sensibilità nei confronti della stretta relazione esistente tra alimentazione e salute è oramai ampiamente diffusa a livello mondiale. Quello che sorprende è che l’attuale attenzione verso l’alimentazione spesso si dimentica di aspetti fondamentali, di base e di basilare importanza, come il corretto sviluppo corporeo o il corretto equilibrio metabolico, facendo invece esclusivamente leva su due aspetti che senza dubbio contraddistinguono quest’epoca e cioè l’allarmismo e l’animalismo.

Fermo restando che l’attenzione verso il rispetto e il benessere animale dev’essere sempre massima, è invece necessaria una netta inversione di tendenza sulla comunicazione inerente l’alimentazione che prenda in considerazione gli aspetti importanti della malnutrizione che oramai caratterizza buona parte della popolazione, incluso quella italiana e che vede la sua chiara espressione nella problematica dell’obesità, anziché continuare in maniera estenuante ad attaccare un alimento come la carne che indiscutibilmente ci ha resi più sani, più forti e più longevi.

La carne è infatti un alimento eccezionale che, se assunto nei giusti quantitativi e rapporti, contribuisce a ridurre molte delle patologie di origine nutrizionale. Eccessi e sprechi sono quindi i grandi argomenti da trattare e con un approccio educativo ben pianificato, programmato e divulgato e in questo modo si tutelerebbe certamente e in maniera seria ed efficace non solo la salute del consumatore, ma di riflesso anche l’ambiente e il benessere animale.

Gli eccessi, e certamente non di carne, sono alla base della malnutrizione che porta al sovrappeso e all’obesità, che sono tra le principali problematiche sanitarie del nostro tempo, con un trend persino in aumento. L’obesità è strettamente correlata con il rischio di diabete, con l’aumento dei livelli di colesterolo e della pressione arteriosa. Le numerose indagini epidemiologiche evidenziano che un uomo in sovrappeso vive mediamente 15 anni in meno rispetto ad un normopeso e presenta un aumento del rischio di incidenza di tumori dell’8,5 %, di infarto del 28% e di diabete del 60-70%.

Si è sempre ritenuto che l’obesità rappresenti una problematica principalmente per gli Stati Uniti ma la percentuale di obesi in Europa, superando oramai il 20%, è sempre più simile a quella degli USA, risultando una problematica di grande rilevanza per la salute pubblica con un costo all’anno che in Italia riguarda svariati miliardi di euro pari al 6,7 % della spesa sanitaria nazionale. L’argomento non fa però probabilmente notizia, anzi spesso vi sono richiami in televisione che in maniera goliardica e umoristica supportano che “grasso è bello”.

Una adeguata valutazione dei potenziali rischi e pericoli di un alimento dovrebbe basarsi e tassativamente pretendere una sua corretta contestualizzazione, considerando attentamente e adeguatamente aspetti come il tipo di prodotto, la qualità del prodotto, le metodologie produttive, di conservazione, di preparazione, le peculiarità genetiche della popolazione, lo stile di vita e in particolare l’attività fisica.

Carlo Angelo Sgoifo Rossi

Fonte: L’informatore zootecnico

Carlo Angelo Sgoifo Rossi è Professore di Nutrizione Animale presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare presso l’Università degli Studi di Milano.