Il valore aggiunto delle carni europee

Su La Repubblica di ieri, domenica 30 ottobre, un articolo di Carlo Petrini intitolato ‘”Produrre e mangiare più carne”, la battaglia sbagliata dell’Europa’ dice fra le altre cose come l’Ue vorrebbe stanziare ogni anno 15 milioni di euro per promuovere il consumo di carne nel Vecchio continente. Siccome l’articolo, anche per i dati che snocciola sulle emissioni di gas serra del settore così come sui ridotti consumi delle famiglie, è stato prontamente rilanciato da diversi detrattori della produzione e del consumo di carne, è meglio fare un paio di brevi precisazioni.

Il piano europeo non prevede la promozione di un maggiore consumo di carne, ma una maggiore informazione del consumatore verso il valore aggiunto che ha la carne prodotta in Europa. La carne prodotta in Unione europea garantisce il rispetto di standard di benessere animale più elevati ed ha un minore impatto ambientale (anche se in parte prodotta in ambienti confinati), proprio perché consente l’utilizzo della stragrande maggioranza degli scarti sotto forma di energia, e quindi una minore emissione di CO2 rispetto a sistemi in cui i reflui vengono invece lasciati all’aperto.

La stessa cosa vale per la promozione fatta sui Paesi terzi, dove si parlerà delle caratteristiche differenziali qualitative dei nostri salumi e prodotti a base di carne, rappresentati soprattutto da DOP ed IGP prodotti secondo rigidi capitolati e fortemente imitati sui mercati dei Paesi terzi che comprano Italian sounding scambiandolo per produzione italiana. Spiegare la differenze tra reale e fake è lo scopo della promozione dei prodotti carnei italiani sui mercati esteri.

Insomma, è proprio in una maggiore informazione al consumatore che la Ue investe, non nell’incentivazione di un modello iper-produttivista. Vendere al mondo una maggiore quantità di prodotti più buoni e di maggiore qualità anche attraverso i vari trattati di libero scambio è quindi lo strumento tramite il quale si intende tutelare il giusto reddito dei nostri agricoltori ed allevatori.

Il Progetto Carni Sostenibili, dalla sua nascita, promuove una dieta corretta e spiega, attraverso la Clessidra Ambientale, che in una dieta equilibrata (come quella mediterranea) diversi alimenti hanno un impatto sull’ambiente simile. Non si dice di mangiare più carne, solo di fare molta attenzione ad eliminarla del tutto, come alcune mode alimentari del momento impongono a alcuni messaggi mediatici allarmistici fanno prendere in considerazione: scelta sconsigliabile per motivi legati alla salute, ovviamente, ma anche all’economia e allo stesso ambiente.

 

Redazione Carni Sostenibili