I prodotti di origine animale in una dieta sostenibile

Negli scorsi giorni, presso Expo Milano 2015 si è parlato dei prodotti di origine animale in una dieta sostenibile. Durante l’incontro “Mangimi & Alimenti: passione sostenibile”, organizzato a Palazzo Italia dal Gruppo Giovani Assalzoo, la dottoressa Lucrezia Lamastra dell’Istituto di Chimica Agraria ed Ambientale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha esposto ai presenti gli effettivi impatti ambientali del cibo in Europa.

Ormai viene dato per scontato che l’impatto del cibo risieda interamente nel consumo di carne. Ma è davvero così? Sembrerebbe di no. “Si stima che il 20% delle emissioni di gas serra pro-capite a livello europeo sia dovuto al cibo”, ha spiegato Lamastra nel suo intervento: “La riduzione o l’eliminazione di prodotti di origine animale dalla dieta, però, comporta una riduzione delle emissioni di gas serra dovute al cibo del 20-30%, ossia del 4-6% sul totale delle emissioni”.

E per quanto riguarda l’acqua? “Se si considera che gli animali produttori di alimenti o destinati al consumo alimentare sono nutriti con alimenti si capisce subito perché il loro impatto ambientale è più alto”, ha spiegato Lamastra: “Questo dipende dalla loro efficienza di trasformazione della razione in carne, o in latte. Ma “al di là del valore complessivo è bene distinguere le diverse tipologie di acqua”, suggerisce la ricercatrice: “Più dell’80% dell’impronta idrica è verde”, ossia fatta di acqua che torna nel suo ciclo naturale.

Ampio spazio è stato dato anche a elementi spesso trascurati, come l’integrazione delle diverse filiere o il fatto che la filiera delle carni genera la minor quantità di sprechi del settore alimentare. La produzione e il consumo di carne generano infatti una quantità di scarti e rifiuti più che dimezzata rispetto a frutta e verdura, e metà dei rifiuti prodotti dalla filiera dei cereali.

Attenzione anche agli aspetti nutrizionali. L’uomo, in quanto onnivoro, necessita ancora di proteine di origine animale sebbene la disinformazione e la confusione mediatica degli ultimi anni voglia dimostrare il contrario senza nessuna evidenza scientifica, è stato spiegato durante l’evento. Bisogna però rispettare la dieta, le porzioni e la frequenza di consumo settimanale. Se consumiamo carne secondo la dieta equilibrata indicata dagli esperti avremo minori impatti per l’ambiente e un apporto energetico funzionale e strutturale idoneo alla crescita e al mantenimento delle nostre attività.

Esattamente quanto comunicato dal Progetto Carni Sostenibili attraverso la Clessidra Ambientale, che esprime quanto il nostro consumo necessario di carne, se equilibrato, è sano per l’ambiente e analogo agli impatti delle altre componenti alimentari raccomandate per una dieta completa ed equilibrata: quella mediterranea.