Gli effetti della carne nel bambino

Le recenti scoperte candidano la carne ad alleato numero uno per una crescita sana; infatti, superata la fase neonatale, il bambino si deve cibare di questo alimento già a partire dal sesto mese di vita: ciò lo aiuterà nello sviluppo cerebrale e in quello della vista.

Le Linee guida per l’alimentazione complementare dei bambini, pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, consigliano di somministrare dal sesto mese una dose giornaliera di prodotti di origine animale, in modo particolare di carne.

La carne e anche il pesce apportano il loro contributo per mezzo di acidi grassi a lunga catena, gli EPA e DHA, detti anche acidi “essenziali”, poiché non vengono prodotti a sufficienza dall’organismo e devono quindi essere introdotti osservando una dieta che contenga carne, soprattutto di animali giovani (manzo-agnello).

Gli acidi grassi a lunga catena EPA e DHA rivestono un ruolo importante nel processo di mielinizzazione delle cellule nervose; questa loro azione favorisce lo sviluppo cerebrale del bambino e lo allontana da disturbi cognitivi.

La carne contiene anche altri importanti elementi, come la vitamina B12 e il ferro. Ricerche recenti hanno dimostrato come i bambini allattati da madri vegane o vegetariane, alimentati fino allo svezzamento senza carne, manifestano segni di anemia e ritardi nella crescita somatica e cognitiva (prof. Giuseppe Pulina, professore ordinario di Zootecnica Speciale,Dipartimento di Scienze Zootecniche, Università di Sassari, e presidente ASPA).

La vitamina B e soprattutto il ferro sono elementi importantissimi per la salute dell’uomo; nei bambini la somministrazione quotidiana di carne serve ad assumere queste sostanze, che altrimenti devono essere integrate con prodotti sintetici.

A livello scientifico ci sono studi che hanno dimostrato una ridotta capacità di concentrazione e apprendimento nei bambini che presentano carenza di ferro. L’assunzione di carne è importante fino allo svezzamento del bambino, il quale deve essere nutrito con cibi nobili ad elevato valore nutrizionale, e soprattutto di qualità.

La carne di animali giovani e sani, introdotta nella dieta della prima infanzia (3-4 volte a settimana, a fronte dei 14 pasti settimanali), dovrebbe garantire l’adeguato apporto di ferro. È invece carente di ferro il latte vaccino; pertanto si sconsiglia di utilizzarlo nel bambino fino al primo anno di età. Le sue caratteristiche organolettiche non collimano con i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella fase di svezzamento (dott. G. Biasucci, 2011).

Questo alimento deve essere necessariamente rimpiazzato nell’alimentazione della prima infanzia, almeno fino al primo anno di vita, dalla carne, ricca di proteine, vitamine e ferro, che favorisce lo sviluppo cerebrale, raffina la vista, stimola l’intelletto e le funzioni cognitive (rivista Good Medicine del Physicians Committee for Responsible Medicine).

 

Dott. Alfonso Piscopo Dirigente Veterinario Az. USL Agrigento

 

Sintesi estratta dall’articolo “LA CARNE NUTRIENTE INDISPENSABILE AL SOSTENTAMENTO DELL’UOMO SIN DAL CONCEPIMENTO” Eurocarni n° 5/2012 Autore Piscopo A. per cui è stato elaborato questo scritto