Giovani, anziani, atleti: la carne è utile per tutti

La carne nell’età adolescenziale

La carne non può essere esclusa dall’alimentazione del bambino, anzi con il passare degli anni deve essere aumentata gradatamente assieme agli altri alimenti. L’età adolescenziale richiede alimenti qualitativamente necessari per lo sviluppo puberale (scheletrico e muscolare); a questa particolare età aumenta il fabbisogno di proteine, calcio, ferro e vitamine.

Le proteine incorporate nella carne (amminoacidi essenziali), nei pesci e nei prodotti di origine animale, così pure il calcio, il ferro e le vitamine, garantiranno il giusto incremento corporeo e lo sviluppo staturale. Il calcio è importante per la calcificazione delle ossa, il fabbisogno è del 30% in più rispetto all’adulto. Pertanto è bene assumere derivati del latte (formaggi e latticini) integrati con frutta e verdura.

Effetti della carne nell’invecchiamento

L’assunzione di carne nella terza età è fondamentale per il benessere sia fisico che mentale della persona; inoltre aiuta a prevenire il decadimento muscolare. Gli anziani, per avere una maggiore resistenza fisica e muscolare, devono introdurre nella dieta un apporto quanti-qualitativo di carne (ma anche di pesce, uova e prodotti lattiero-caseari) senza escludere altri cibi equivalentemente sani.

Nella terza età, come ha recentemente dimostrato uno studio di origine australiana sui test di apprendimento, rivestono un ruolo essenziale la vitamina B12 e l’acido folico, responsabili di migliorare le capacità cognitive, in particolare la memoria a breve e a lungo termine.

Nella terza età è importante introdurre cibi di origine animale contenenti le vitamine del gruppo B (B9 e B12 presenti nella carne); la vitamina E (carne rossa); le proteine (quelle contenute nella carne attivano i neurotrasmettitori associati alla memoria); la vitamina D (presente nel latte, nello yogurt, in alcuni cereali e nel pesce, aiuta a prevenire l’invecchiamento del cervello); gli acidi grassi essenziali, come gli Omega-3 (presenti nel pesce, tipo salmone, sgombro, pesce azzurro in genere). Importante è anche l’assunzione dell’olio di oliva, che aiuta a mantenere l’elasticità nelle cellule nervose e facilita le connessioni tra i neuroni.

L’assunzione di carne contrasta i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare; sostanze incorporate nella carne, come il coenzima Q10, purificano dai radicali liberi, responsabili anche di complicazioni alla vista. Proteggere la vista dall’affaticamento e da eventuali malattie è un problema non solo dell’anziano; le vitamine del gruppo B (B6, B9 e B12) concorrono a ridurre la degenerazione maculare. La vitamina A, grazie alle proprietà antiossidanti, protegge dall’invecchiamento cutaneo. Le vitamine del gruppo B, lo zinco e il coenzima Q10 aiutano anche a ridurre stanchezza e spossatezza tipiche dell’anziano.

Effetti della carne nell’atleta

L’assunzione di carne nell’atleta è legata in parte allo sforzo fisico compiuto durante l’attività agonistica. Le sostanze proteiche incorporate nella carne servono a integrare l’energia persa durante l’allenamento. La quantità di ferro introdotta con l’assunzione di carne compensa lo smaltimento post-affaticamento di urina e sudore. Mettendo poi a confronto carni rosse e carni bianche, notiamo che le prime hanno un contenuto di ferro tre volte maggiore; per questo motivo si possono ritenere il migliore alleato dell’atleta.

 

Dott. Alfonso Piscopo Dirigente Veterinario Az. USL Agrigento

 

Sintesi estratta dall’articolo “LA CARNE NUTRIENTE INDISPENSABILE AL SOSTENTAMENTO DELL’UOMO SIN DAL CONCEPIMENTO” Eurocarni n° 5/2012 Autore Piscopo A. per cui è stato elaborato questo scritto