Federalimentare chiede giustizia per la carne italiana

Troppo spesso vengono lanciati allarmi ingiustificati nei confronti dei prodotti agroalimentari, carne, latte, uova, ortofrutticoli. I consumi crollano e a farne le spese sono i produttori. E nessuno interviene per chiedere i danni. I sindacati agricoli si limitano a qualche timida protesta, le organizzazioni dei produttori, quando esistono, per lo più bisbigliano. Meglio non parlarne, sembrano pensare tutti, sperando che così l’ennesimo allarme possa presto cadere nell’oblio e la situazione normalizzarsi. Stava per accadere la stessa cosa con l’inutile allarme dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) a proposito della presunta cancerogenicità delle carni e degli insaccati. Ma questa volta la caduta dei consumi che ne è conseguita (-6,8% per la carne fresca, -17% per i wurstel), ha fatto scattare una molla nella Federalimentare, l’associazione che riunisce gran parte delle industrie della trasformazione in campo agroalimentare.

Era ora

Preso atto della debolezza delle basi scientifiche sulle quali si basa l’allarme dell’Oms, si è deciso di passare al contrattacco. Come dichiarato da Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, si sta valutando di citare per danni l’Oms per l’imprudente raccomandazione sul consumo delle carni rosse o trasformate. Non è la prima volta che l’Oms si lascia prendere dalla “fretta”, nonostante la grande responsabilità che pesa sulle sue spalle per l’influenza che le sue raccomandazioni hanno a livello internazionale sul comportamento dei consumatori. Un’analisi delle “raccomandazioni” Oms dal 2007 al 2012, dimostra che nella maggior parte dei casi queste difettavano di un adeguato supporto scientifico. “Sono sempre i burocrati dell’Oms – ricorda Scordamaglia – ad aver inventato i cosiddetti profili nutrizionali degli alimenti alla base dei semafori alimentari britannici, che hanno marchiato con bollino rosso il latte intero, l’olio extravergine d’oliva e il Parmigiano Reggiano e contro cui la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione comunitaria.”

Esempio da imitare

Chissà se la minaccia di passare alle vie legali avrà un seguito o se ci si fermerà prima. Ci pare già importante aver lanciato un segnale che invita tutti a maggior rispetto e attenzione quando si parla di prodotti agroalimentari. E se allarme deve essere, che sia almeno giustificato. Altrimenti scatta la richiesta danni. Federalimentare ha dato il via. Vedremo se chi ha a cuore gli interessi di agricoltori e allevatori sarà capace di fare altrettanto. Altre occasioni non mancheranno. Purtroppo.

Angelo Gamberini

Fonte: AgroNotizie