Farmaco-resistenza: fare attenzione, senza allarmismi

Il clamore provocato dalle stime del National Risk Register of Civil Emergencies contenute in un rapporto pubblicato recentemente dalle autorità britanniche sui rischi legati alla farmaco-resistenza merita qualche chiarimento. Soprattutto per quel che concerne gli allevamenti. Prima che, come troppo spesso accade, l’esigenza di fare audience o di promuovere cause contrarie alla produzione e al consumo di carne portino ad inutili allarmismi.

Agostino Macrì, medico veterinario e collaboratore storico dell’Istituto Superiore di Sanità, con un breve articolo sulle pagine del suo blog Sicurezza alimentare chiarisce appunto la situazione sui rischi per la salute pubblica legati a questo fenomeno.

Lo riproponiamo qui per intero:

Le Autorità Sanitare del Regno Unito hanno recentemente ribadito il pericolo della farmaco resistenza. Si ritiene utile trattare sinteticamente l’argomento e fornire qualche indicazione sui comportamenti da tenere per ridurre il pericolo. Perciò, a proposito del “Farmaco resistenza“, è il fenomeno per cui i microrganismi divengono “resistenti” all’azione di sostanze chimiche che normalmente li uccidono.

I microrganismi interessati sono prevalentemente i batteri, ma sono anche i parassiti, i funghi ed anche i virus.

La preoccupazione maggiore riguarda i microrganismi patogeni per l’uomo e gli animali perché in caso di malattia non possono essere debellati con i farmaci a cui sono divenuti resistenti.

Le sostanze chimiche in grado di provocare la “resistenza” sono prevalentemente farmaci antibatterici (antibiotici, sulfamidici, chinoloni, furanici, ecc.), disinfettanti, antimicotici, antiparassitari ed anche antivirali.

Si tratta quindi di una difesa dei microrganismi per evitare di essere uccisi dalle sostanze chimiche a cui vengono esposti; per raggiungere questo obiettivo attivano vari meccanismi di “adattamento” che consente loro di sopravvivere.

In generale i meccanismi di difesa che vengono attivati sono maggiormente efficienti quando i microrganismi sono esposti a basse quantità di sostanze chimiche oppure a sostanze chimiche scarsamente efficaci.

Proprio per questo motivo è opportuno fare delle terapie mirate con dosaggi e tempi adeguati al completo debellamento dei microrganismi che si intendono combattere. E’ anche sconsigliabile utilizzare le sostanze antimicrobiche con scopi preventivi. Alcune sostanze di uso comune come i blandi disinfettanti presenti nei prodotti per la casa e alcuni cosmetici (detersivi, dentifrici, deodoranti, ecc.) contengono sostanze antibatteriche che possono favorire la farmacoresistenza.

Antibiotici e animali da allevamento

In passato la responsabilità della comparsa della farmaco resistenza è stata attribuita in gran parte ad un uso generalizzato degli antibiotici negli allevamenti zootecnici con lo scopo di prevenire la diffusione delle malattie infettive. Sono ormai diversi anni che questa pratica è stata interrotta ed attualmente negli allevamenti gli antibiotici si possono impiegare soltanto utilizzando delle specialità medicinali registrate e a seguito di una prescrizione medico veterinaria. Il pericolo maggiore è comunque legato alla diffusione nell’ambiente di microrganismi farmacoresistenti ed alla possibilità di contagio per le persone che vengono a trovarsi negli ambienti contaminati.

Il pericolo degli alimenti di origine animali (carne, latte e uova) eventualmente contaminati con microrganismi farmaco resistenti può essere facilmente annullato con la cottura.

Antibiotici e animali da affezione

I vari cani, gatti, canarini, conigli ecc., sono suscettibili di malattie infettive come tutti noi e per curarli debbono essere trattati con farmaci antimicrobici. Per essere sicuri di trattarli in modo adeguato è assolutamente necessario ricorrere al medico veterinario che indicherà quale farmaco specifico per animali impiegare tra quelli in commercio. E’ un grave errore somministrare dei farmaci ad uso umano. Si corre il rischio di aggravare le malattie e di accrescere il pericolo della farmacoresistenza. In questi casi il danno può esserci anche per le persone che vivono a contatto con gli animali che potrebbero contrarre microrganismi patogeni farmacoresistenti ed andare incontro a malattie non facilmente curabili.

Cosa fare

Le sostanze antimicrobiche sono delle formidabili armi per combattere le malattie infettive. Per mantenere inalterata la loro efficacia è assolutamente necessario evitare degli abusi o degli usi sbagliati seguendo in modo rigoroso le indicazioni che i medici e i veterinari forniscono per la terapia delle malattie infettive umane ed animali.

Va sottolineato che i farmaci antimicrobici possono essere acquistati in farmacia soltanto con una prescrizione medica o veterinaria. Bisogna fare molta attenzione ad eventuali offerte su internet che possono non dare le garanzie fornite dalle specialità medicinali registrate.

Va infine ribadito che la cura delle malattie infettive umane ed animali con il sistema “fai da te” può essere molto pericoloso per se stessi ed anche per chi ci sta vicino. (Agostino Macrì)