Expo 2015, il settore carni pronto per “Nutrire il pianeta”

Ci siamo. Domani inizierà Expo 2015, e il settore delle carni è pronto. Tanto che, da tempo, sta già pensando a cosa verrà dopo. La Carta di Milano, infatti, sarà la prima grande eredità dell’Esposizione universale, per questo il settore zootecnico si è candidato a contribuire alla sua riuscita.

Da venerdì 1 maggio, l’Italia ha una grande opportunità: fornire un contributo fondamentale al tema “Nutrire il pianeta”. Sono infatti pochi i Paesi con un sistema agroalimentare equilibrato e sostenibile come quello italiano, che può diventare un modello di riferimento per tutti. In particolare, la filiera delle carni italiane può mostrare al mondo come soddisfare il crescente fabbisogno di proteine riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Come? Lo ricordiamo brevemente.
La Clessidra ambientale

Se si mette in relazione l’impatto ambientale di 1 kg di carne con le quantità suggerite dai nutrizionisti, si osserva che il carico ecologico associato alle varie tipologie di alimenti è sostanzialmente equivalente. Da questa analisi sono emersi dati molto interessanti che hanno permesso di costruire la Clessidra ambientale, che evidenzia come una dieta sana e equilibrata (prendendo a riferimento quella mediterranea) sia sostenibile sia a livello ambientale che economico.

I 5 principi di sostenibilità

I principi base per cui si possono produrre proteine animali in maniera sostenibile, venendo così incontro all’indispensabile incremento di consumo previsto a livello mondiale, sono cinque: nutrizione, ambiente, spreco, sicurezza, economia. Cinque temi di primaria importanza, non solo in ambito alimentare.

Nutrizione

Con una popolazione mondiale che passerà dagli attuali 7 ai 9 miliardi di individui nel 2050, lo scenario che si prospetta è un generale aumento della domanda di cibo, che riguarda sia l’apporto energetico (prevalentemente cereali), sia quello proteico (carne, uova, latte e proteine vegetali). In questo contesto le carni si candidano a fornire un valido contributo alla formazione di un’offerta di cibo varia, necessaria per una sana alimentazione.

Ambiente e Sprechi

Per fronteggiare questa crescita dei consumi, è ancora più essenziale l’utilizzo di pratiche rispettose dell’ambiente. L’incremento della produzione alimentare si deve quindi fondare su un più efficiente utilizzo delle aree già esistenti e sulla contestuale riduzione degli impatti ambientali dell’agricoltura. Il primo passo in questa direzione coincide con uno sforzo globale per la riduzione degli sprechi e con un utilizzo sistematico dei territori maggiormente adeguati alla produzione, andando così a incidere sull’utilizzo efficiente di acqua, terreno ed energia.

Un aspetto fondamentale di un sistema “organizzato” è la possibilità di integrare al meglio i vari sistemi produttivi affini (come carne, latte, cereali) aumentando al massimo le efficienze produttive. Questa agricoltura, a volte definita erroneamente “industriale”, è quella più rappresentativa delle principali filiere di produzione della carne in Italia e probabilmente quella che meglio risponde alla sfida che sta alla base della sostenibilità: “produrre di più consumando minori risorse”.

Sicurezza alimentare

Garantire la sicurezza alimentare significa proteggere la salute delle persone e sostenere le produzioni di cibo che rappresentano un pregio per il nostro Paese. La sicurezza alimentare è un valore di cui l’Italia possiede una leadership mondiale che va valorizzata, e perché no esportata, in quanto elemento a tutela del consumatore. Il sistema italiano, che da solo effettua più controlli di tutti i Paesi dell’Ue messi insieme, è uno dei più all’avanguardia, con normative e programmi di controlli capillari che tutelano il consumatore lungo tutti i passaggi della filiera delle carni.

Economia

La Clessidra non dimostra solo che quando si seguono le più importanti linee nutrizionali la carne impatta come gli altri alimenti in quanto consumata in quantità inferiori, ma anche che, sempre se inserita in una dieta equilibrata, non comporta costi aggiuntivi per i consumatori.

A livello economico, inoltre, le filiere zootecniche rappresentano una voce di primaria importanza. Basti pensare che, solo in Italia, quello delle carni è un settore che oggi impiega oltre 180.000 addetti, generando un valore economico di 30 miliardi di euro all’anno, rispetto ai circa 180 miliardi dell’intero settore alimentare e ai 1.500 miliardi del PIL Nazionale.


Il percorso intrapreso attraverso lo sviluppo della Clessidra ambientale ha voluto fin qui essere propedeutico a Expo, che rappresenta una importantissima vetrina per esaltare la qualità e la sostenibilità di tutto il settore agroalimentare Italiano. Che, anche per quanto riguarda la zootecnia, può essere ora proposto come modello globale di sostenibilità.
Buona Expo 2015!