Da Coop le prime carni al mondo con la certificazione ambientale EPD

Oggi, il rispetto per l’ambiente e l’interesse per l’alimentazione sono assai superiori di quanto non fosse nei decenni passati. Tanto che si è capita una cosa importante: gli impatti ambientali di un chilogrammo di carne restano di ordini di grandezza superiori a quelli delle verdure.

Se è però vero che la carne rossa ha un certo impatto, è anche vero che, in una dieta equilibrata come quella mediterranea, il suo consumo è posizionato al vertice della piramide alimentare, mentre il consumo di alimenti quali frutta e verdura, caratterizzati da minori emissioni di gas serra, sono alla base della piramide.

Attenzione, però. Confrontare gli alimenti solamente in termini di impatti ambientali può essere un metodo di paragone decisamente improprio. I diversi cibi, infatti, non vengono consumati allo stesso modo, e soprattutto non hanno lo stesso valore nutrizionale.

Dal punto di vista dell’impatto complessivo, i prodotti che causano bassi livelli di emissioni di CO2 ma vengono consumati più frequentemente, come la frutta e la verdura, equivalgono in termini di CO2 prodotta agli alimenti con un alto valore di emissioni ma il cui consumo settimanale è ridotto, come le carni.

Secondo il Centro Studi Sprim, i consumi di carne reale in Italia sono già vicini a quelli corretti a livello nutrizionale. La sostenibilità, invece, sembra troppo spesso ricondotta alla sola CO2 emessa, anche se quest’ultima fornisce appunto una visione molto parziale dei nostri impatti ambientali.

Resta il fatto che, se si parla di sostenibilità, badare a come viene prodotta e consumata la carne è molto importante. Noi italiani siamo fra i più grandi consumatori di carne in Europa: ne mangiamo in media ben 75 chili all’anno, di cui 20 provenienti da bovini. Quantità importanti, che hanno portato Coop Italia a volere capire meglio il significato e le conseguenze del consumo di carne.

Da qui la decisione di ottenere una certificazione EDP (Environmental declaration product) per le carni bovine. È la prima volta al mondo che una filiera di carni bovine (vitello a carne bianca e bovino adulto) ottiene la certificazione EPD, il cui obiettivo principale è quello di fornire informazioni rilevanti, verificate e confrontabili, relative all’impatto ambientale di un prodotto o di un servizio.

La presentazione di questo importante risultato è avvenuta presso l’ultima edizione di Ecomondo, a Rimini. Lì, operatori del settore, giornalisti e studenti hanno seguito il convegno “Certificare la sostenibilità delle carni: l’EPD applicata al caso Coop”, durante il quale sono stati presentati i numeri della EPD realizzata da CCPB, organismo di certificazione e controllo dei prodotti agroalimentari e no food ottenuti nel settore della produzione biologica e in quella eco-compatibile ed eco-sostenibile, insieme a Coop.

Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, ha spiegato che questa certificazione, misurando l’impatto ambientale di una filiera così complessa come quelle delle carni, “riesce a essere un’opportunità di sviluppo sostenibile sia per il produttore che per i consumatori”.

“Abbiamo deciso, primi al mondo a farlo, di ottenere la certificazione EPD perché ci consente di rendere trasparenti e disponibili a tutti i dati sull’impatto ambientale, secondo le nostre modalità di allevamento e lavorazione, che comunque sono già decisamente migliori rispetto alla media”, ha spiegato Claudio Mazzini, Responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia.

“Partendo da questi dati e sapendo quanto questo impatto sia rilevante nel raffronto con altri alimenti (18,2 kg di CO2 emessi per un chilo di carne di bovino adulto e 15,3 kg per un vitello a carne bianca), vogliamo muoverci verso un preciso impegno a migliorare e ridurre questi impatti con interventi sugli aspetti più pesanti dei nostri allevamenti e dell’intera filiera – ha aggiunto Mazzini – In secondo luogo, riteniamo che, inserendo il tema del consumo di carne in una riflessione complessiva sulla nostra alimentazione, si possa verificare come un consumo di carne possa essere una scelta sostenibile”.

Per avere un ridotto impatto sull’ambiente, insomma, non è necessario eliminare completamente dalla propria dieta i prodotti di origine animale. Al contrario, basterebbe seguire una dieta equilibrata, in accordo con le linee guida nutrizionali, che preveda anche un corretto consumo di carne, possibilmente di migliore qualità, maggiormente controllata ed allevata nel rispetto delle regole del benessere animale.

Come quella certificata di Coop, appunto.

Fonte: e-coop