Come riconoscere la qualità di carne e salumi italiani

Il “Made in Italy” è conosciuto in tutto il mondo come sinonimo di qualità e genuinità. Ma è soprattutto quando si parla di carne e salumi italiani che si può dire con certezza una cosa: i prodotti nostrani sono i più salubri e sicuri. Vediamo perché la qualità della carne italiana è superiore e come fare a riconoscerla.

Le leggi in materia di sicurezza alimentare in Europa sono molto severe e particolarmente in Italia i controlli sono rigidi e scrupolosi, più numerosi di quelli di qualsiasi altro Paese europeo, in quanto vengono fatti su tutti i potenziali contaminanti e in ogni punto della filiera produttiva. Perché? Per rilevare eventuali irregolarità, facendo sì che la garanzia di qualità e sicurezza che viene dalle produzioni italiane non abbia eguali al mondo.

In particolare, la somministrazione agli animali di farmaci promotori della crescita, di ormoni o composti dannosi come l’arsenico, che viene invece tranquillamente addizionato ai mangimi dei polli “made in USA”, in Europa e in Italia è categoricamente vietata. E gli antibiotici? Sono regolamentati in modo da non avere residui pericolosi per il consumatore, mentre negli allevamenti extraeuropei queste sostanze possono essere usate liberamente.

A questo proposito, il Piano Nazionale Residui (PNR) è un piano di sorveglianza messo a punto per svelare la somministrazione abusiva di sostanze vietate, verificare la conformità dei residui dei medicinali veterinari con i Limiti Massimi di Residui (LMR) e le quantità massime di contaminanti ambientali fissate dalla normativa nazionale e comunitaria.

Il sistema italiano è quindi uno dei più organizzati a livello mondiale, grazie ai circa 4.500 veterinari pubblici coinvolti, alle verifiche effettuate e alla completa tracciabilità dei prodotti che assicurano la conformità ai requisisti di legge di oltre 99,9% dei controlli sulle carni e sui salumi consumati in Italia.

Inoltre, tutta la filiera zootecnica è controllata e garantita dalla tracciabilità con il sistema “Dal campo alla tavola”, grazie al quale si è in grado di monitorare e ricostruire a ritroso ogni anello della catena produttiva, a cominciare da ciò che viene fatto in allevamento, i mangimi dati agli animali e ciò che accade durante tutte le fasi successive: trasporto, macellazione, distribuzione nei punti vendita; fino all’arrivo sulle nostre tavole, costituendo un importante strumento di controllo e qualificazione.

Anche le modalità di lavorazione nel Belpaese sono totalmente differenti: i prodotti esteri di carne trasformata, come le famose “sausages” americane, sono altamente processati, utilizzando additivi e conservanti artificiali potenzialmente tossici e vietati da noi, come alcuni coloranti derivati dal petrolio La produzione italiana invece, sia di carne fresca che conservata, oltre all’attenzione verso la sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del legame con il territorio, vanta metodi artigianali basati sulla tradizione

La qualità di carne, salumi e insaccati italiani è tutelata e riconoscibile grazie alle informazioni riportate in etichetta, che forniscono ampie garanzie al consumatore, che può acquistare in assoluta sicurezza questi prodotti. Anche la gran quantità di specialità alimentari riconosciute e difese dai marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita), per cui l’Italia è leader in Europa, contribuisce a certificare l’alta qualità del “Made in Italy”. Queste produzioni devono attenersi a rigidi disciplinari di lavorazione e provenienza delle materie prime, che ne garantiscono la tipicità.

Tra le eccellenze del “Made in Italy troviamo ad esempio il Prosciutto di Parma, il Prosciutto di San Daniele, il Cotechino di Modena, la Finocchiona, il Lardo di Colonnata, la Mortadella di Bologna, solo per citarne alcune che fanno parte di un patrimonio inestimabile che va preservato e valorizzato, puntando i riflettori sul lavoro di qualità che ogni giorno viene svolto da tutti gli attori della catena produttiva.

 

Susanna Bramante


Susanna Bramante è agronomo e divulgatrice scientifica. Autrice e coautrice di 11 pubblicazioni scientifiche e di numerosi articoli riguardanti l’alimentazione umana e gli impatti della stessa sulla salute e sull’ambiente, nel 2010 ha conseguito il titolo di DoctorEuropaeus e Ph. Doctor in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo. Cura
GenBioAgroNutrition, “un blog a sostegno dell’Agroalimentare Italiano, della Dieta Mediterranea e della Ricerca Biomedica, contro la disinformazione pseudoscientifica”, che aggiorna quotidianamente.