Climate ChangE-R: integrazione e sostenibilità

Il progetto Climate ChangE-R della Regione Emilia Romagna è stato lanciato nel 2013 all’interno del programma europeo Life+ della Comunità europea. Di durata triennale, il progetto è nato dalla volontà di superare l’analisi di una singola coltura per andare ad affrontare il tema dell’impatto ambientale in una logica di sistema.

L’approccio è quello integrato tra produzioni vegetali e allevamenti zootecnici, partendo da una constatazione molto semplice: l’integrazione fra diverse filiere non solo garantisce maggiore efficienza dal punto di vista economico, ma può essere un ottimo strumento per trovare soluzioni innovative a problemi comuni ai vari soggetti economici presenti sul territorio. In pratica: un’applicazione del concetto di economia circolare.

L’obiettivo principale del progetto Climate ChangE-R è quello di sviluppare metodologie di produzione agricola e zootecnica più rispettose dell’ambiente. Si tratta di un insieme di buone pratiche di coltivazione e allevamento declinate in precisi disciplinari di produzione, che permettano di ridurre le emissioni di origine agricola della regione per un volume pari a 200.000 tonnellate equivalenti di CO2 entro il 2016.

Le buone pratiche riguarderanno, fra le altre cose, la riduzione dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci, una gestione più razionale delle risorse idriche, tecniche di lavorazione della terra più leggere, diverse modalità di gestione delle deiezioni, nuovi tipi di alimentazione degli animali.

Le filiere interessate sono quelle da cui derivano alcune delle produzioni emiliano-romagnole più rappresentative: grano duro, bovini per la produzione di carne, latte alimentare e per Parmigiano Reggiano, pomodoro da industria, pero, pesco e fagiolino. Il valore aggiunto del progetto è dato dalla partecipazione di alcuni fra i più importanti gruppi nazionali e internazionali dell’agroalimentare e della grande distribuzione.

Questo partenariato rappresenta circa un terzo delle imprese agricole regionali, tutte disposte a condividere le proprie esperienze e iniziative intraprese in tema di sostenibilità ambientale, partendo dal presupposto che questa è una responsabilità comune, e che gli interventi più efficaci sono quelli che spingono gli attori a unire le forze per la stessa causa, procedendo verso un’unica direzione: quella della mitigazione dell’impatto ambientale.

 

Testo estratto da “Il cibo perfetto” (M. Marino e C.A. Pratesi – Edizioni Ambiente)