Carne bovina con l’AIDS: ultima “bufala” del Web

Nei giorni scorsi su un sito web è stata pubblicata la notizia che i Carabinieri NAS hanno sequestrato centinaia di tonnellate di carne bovina infettata con il virus responsabile dell’AIDS. Viene anche detto che ci sono cinque persone contagiate e ricoverate in ospedale. Per dare maggiore credibilità alla “bufala”, è stato scritto che il Ministro Lorenzin ha ordinato dei sequestri.

Per completare il tutto viene presentato un video in cui si possono vedere dei Carabinieri in azione. Guardando il video si capisce che riguarda un intervento di almeno un paio di anni fa. Lo stesso sito ha in precedenza scritto che in Italia era stata autorizzata la commercializzazione di carne di cane e di gatto.

Purtroppo la notizia sulla carne con AIDS è stata ritenuta attendibile tanto che il Ministero della Salute è dovuto intervenire con un comunicato riportando il parere degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità che hanno definito la notizia proprio una “bufala”.

Quanto avvenuto merita alcune considerazioni.

L’uso “improprio” di Internet per catturare l’attenzione dei cittadini è piuttosto frequente e diviene un potente mezzo per attirare degli sponsor che in cambio di finanziamenti fanno pubblicità ai loro prodotti.

Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone non sempre è in grado di discernere tra le notizie vere e quelle fasulle. Ritornando al recente episodio, dovrebbe essere ben noto che l’AIDS non si trasmette per via alimentare e, soprattutto, che la malattia non colpisce i bovini; di conseguenza è impossibile contrarre la malattia consumando la carne.

L’obiettivo rimane sempre quello di colpire l’attenzione. La diffusione di informazioni fasulle come quella della possibilità di consumare carne di gatti e di cani anche in Italia consente di raggiungerlo con grande facilità.

Le Autorità pubbliche sono costrette ad intervenire sistematicamente per smentire le varie notizie più o meno fantomatiche con perdite di tempo che potrebbe essere utilizzato in modo più proficuo.

Al centro delle attenzioni di chi fa “malainformazione” ci sono quasi sempre la carne ed i prodotti derivati. Evidentemente questi alimenti sono quelli che attirano maggiormente l’attenzione e creare “allarmismi” rende.

Forse il modo migliore per combattere il fenomeno è quello di ignorare i siti scandalistici o, quanto meno, considerarli alla stregua delle barzellette. Quello che si può certamente fare è di non acquistare i beni ed i servizi che con la loro pubblicità alimentano il proliferare delle false informazioni.

Fonte: La Stampa – Tuttogreen