Bonifiche Ferraresi, allevamento 4.0 integrato e sostenibile

Il nuovo eco-distretto zootecnico di Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia è uno dei più grandi centri zootecnici all’avanguardia in Europa, per le tecnologie e per la sostenibilità: rappresenta per questo un modello italiano di allevamento bovino integrato e sostenibile e un punto di riferimento mondiale per tutto il settore.

Progettato per contenere fino a 5.000 capi bovini da carne (per ogni ciclo di ingrasso), tutti nutriti con alimenti originari dei campi circostanti e autoprodotti dall’azienda, garantisce un elevato livello di benessere animale anche grazie all’aumento dello spazio in mangiatoia, con un box più largo che profondo, e alla presenza di due abbeveratoi per ogni box. Gli animali hanno così più possibilità sia di mangiare che di bere contemporaneamente, il che si traduce in un maggior incremento ponderale.

Questo consente inoltre di non avere competizione e scontri fra i soggetti, che anzi sono tranquilli, a riposo e si lasciano avvicinare, non si calcano e non si prevaricano: questi, oltre all’assenza di vocalizzi, sono tutti segnali di un ottimale stato di benessere animale.

Questo comporta anche un utilizzo dei farmaci ridotto al minimo, che vengono somministrati in modo consapevole e sul singolo animale solo all’evidenza di una sintomatologia. Inoltre in ogni box ci sono dei grossi ventilatori che consentono un’ottima areazione dei locali, riducendo l’umidità e la temperatura percepita dagli animali, utile soprattutto in estate, e crea una corrente che allontana i gas fastidiosi tipici dell’allevamento in stabulazione.

Gli animali giacciono su una lettiera permanente, dove quotidianamente viene aggiunta della nuova paglia, così che gli animali abbiano sempre una posizione fresca e asciutta: le deiezioni defluiscono in una corsia centrale che le porta in concimaia per un periodo di maturazione, fino alla trasformazione in fertilizzante naturale da utilizzare sui terreni circostanti.

Il centro zootecnico di Bonifiche Ferraresi rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare: il letame degli animali fertilizza in modo naturale, e quindi con una riduzione importantissima di fertilizzanti chimici, quelle stesse piante che serviranno poi per l’alimentazione dei capi. Gli scarti sono praticamente azzerati, con conseguente riduzione dei costi e massima sostenibilità economica e ambientale.

Questo eco-distretto, non a caso, ha ricevuto il punteggio più alto d’Italia per il benessere animale e si pone all’avanguardia in Europa anche per la sostenibilità: un sistema efficiente, vantaggioso, innovativo. Ma anche un ritorno alla tradizione, potenzialmente replicabile anche in altri contesti, sia su larga che su piccola scala.

 

Redazione Carni Sostenibili