Antibiotici e ormoni in allevamento, stop disinformazione

Uno dei migliori esempi di disinformazione sulle carni e i salumi italiani vuole che questi contengano tracce di ormoni e antibiotici. Lo abbiamo già fatto molte volte, ma visto quanto ancora circola in Rete e sui social media vale la pena ripeterlo ancora: gli ormoni della crescita in Europa sono vietati, mentre l’impiego di antibiotici negli allevamenti è subordinato al rispetto di regole ben precise. Non solo il trattamento a scopo preventivo è vietato, ma si possono utilizzare farmaci soltanto in presenza di malattie e dopo prescrizione medica.

I farmaci permessi sono quelli autorizzati dalle autorità sanitarie e il loro impiego deve essere limitato nel tempo. Per ridurre al minimo il rischio per le persone, è obbligatorio il rispetto del “periodo di sospensione”, ovvero l’attesa di un certo numero di giorni dopo la sospensione del trattamento prima della macellazione.

In ogni caso, il problema dell’antibiotico-resistenza (cioè la comparsa di batteri che abbiano sviluppato resistenza ad alcuni antibiotici) è molto serio e importante, al punto che l’OMS ha richiamato a un approccio complessivo che riguardi la zootecnia, ma anche l’uso non idoneo di antibiotici in medicina umana, causa principale di questo preoccupante fenomeno.

Tornando agli ormoni, ricordiamo ancora una volta che non solo in Italia, ma anche in tutto il resto d’Europa l’uso di sostanze ad attività ormonale è vietato nel settore zootecnico (filiere bovina, avicola e suina) già dal lontano 1981. Non è così in altre zone del mondo, come il Nord America, dove tra l’altro vengono girati i video di denuncia diffusi anche attraverso i canali mediatici europei.

Pur non usando ormoni da ben 36 anni, gli allevatori italiani subiscono continui attacchi e critiche a causa di informazioni false e convinzioni errate. L’impiego di queste sostanze, peraltro, oltre ad essere vietato dalle normative sarebbe inutile, se non addirittura controproducente.

Secondo la campagna informativa internazionale #TruthAboutFood, “non si usano ormoni nella produzione di bestiame in Europa, eppure il 73% dei consumatori ritiene di sì”. Questo è frutto di anni di disinformazione, a cui bisogna replicare con informazioni vere basate su solidi dati scientifici. Perché le mode mediatiche e alimentari passano, ma i fatti restano.

Redazione Carni Sostenibili