Alimentazione e patologie, il caso di Laron e Fulani

Il ruolo determinante che le proteine di origine animale svolgono nella crescita e nello sviluppo dell’uomo emerge chiaramente da una recentissima ricerca di rilevanza mondiale che ha evidenziato la complessità dei meccanismi che portano alla comparsa delle neoplasie, meccanismi non solo legati, come ampiamente riconosciuto, allo stile di vita, ma anche ad una forte componente genetica che agisce in abbinamento alle abitudini alimentari.

Tale evidenza è emersa in maniera incontrovertibile dallo studio condotto da Walter Longo sulla popolazione dei Laron, un’etnia che vive sulle Ande dell’Equador e che risulta esente dalle principali patologie che affliggono l’umanità e cioè diabete, pressione alta, patologie cardiovascolari e cancro. Tale condizione risulta inoltre stupefacente se si considera che le abitudini alimentari dei Laron sono proprio quelle a cui viene attribuito un ruolo determinante nella comparsa di tali patologie e cioè un consumo molto alto di zuccheri e proteine di origine animale, in primis carne.

L’immunità dei Laron sembra essere legata ad una mutazione genetica che gli ha causato la perdita del recettore a livello epatico dell’ormone della crescita, il somatotropo (GH), e la conseguente produzione di somatomedina C (IGF1) che a sua volta stimola la crescita dei diversi tessuti dell’organismo, regolando la proliferazione e moltiplicazione cellulare.

La stimolazione della proliferazione cellulare tissutale aumenta la probabilità di tumori e infatti il rischio di incidenza aumenta anche negli individui normali della popolazione mondiale caratterizzati da livelli endogeni elevati di IGF1. Per contro i Laron presentano tutti i caratteri somatici del nanismo. Sono inoltre sovrappeso o obesi ma senza accumulo di trigliceridi a livello epatico.

Pertanto, le proteine di origine animale grazie al loro profilo amminoacidico e conseguentemente elevato valore biologico stimolano la produzione di somatotropo favorendo lo sviluppo, la crescita e la robustezza dell’organismo attraverso la produzione a livello epatico di IGF1.

E’ ovvio che ad un’ottimale proliferazione e moltiplicazione cellulare si associa inevitabilmente il rischio che si sviluppino cellule anomale. E’ però fondamentale promuovere e sostenere un ottimale sviluppo del corpo perché ad esso corrisponde anche un’ottimale salute.

E’ però altrettanto fondamentale non eccedere nell’apporto di proteine in toto (e non solo di proteine derivanti dalla carne) al fine di non elevare la naturale ed inevitabile probabilità di rischio dei neoplasie, assente solo nei Laron a causa di una mutazione genetica che però li rende nani ed obesi.

Un ulteriore chiaro esempio dell’equilibrio esistente tra alimentazione e patologie ci giunge da un’altra particolarità che caratterizza un’etnia, in questo caso dell’Africa occidentale, i Fulani. Un’etnia nomade dedita alla pastorizia e che presenta un bassissimo rischio di patologie cardiovascolari nonostante ricavi il 25% del proprio fabbisogno calorico giornaliero da acidi grassi saturi, contrariamente alle indicazioni dell’OMS che indicano di non superare il 10%.

Tale situazione è stata spiegata dal fatto che i Fulani a questa non ottimale abitudine alimentare, abbinano una limitata assunzione calorica totale giornaliera e un’intensissima attività fisica.

Carlo Angelo Sgoifo Rossi

Fonte: L’informatore zootecnico

Carlo Angelo Sgoifo Rossi è Professore di Nutrizione Animale presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare presso l’Università degli Studi di Milano.