Massimo Bottura: “Per creare un menù sostenibile, bisogna avere spiritualità”

Lo chef Massimo Bottura, ha preparato venerdì 17 luglio presso un evento organizzato da Carni Sostenibili un menù speciale. Nel presentarlo, il celebre cuoco ha spiegato cosa sta dietro il concetto di menù sostenibile per il mondo delle carni.

“Mi pongo delle domande. Nel momento in cui un cuoco si pone delle domande si dà anche delle risposte e queste risposte avvengono attraverso la cultura“. Così Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana di Modena, per spiegare come realizzare un menù concettualmente sostenibile. Lo chef ambassador di Expo 2015 ha presentato a Milano “Il Menù sostenibile per il mondo delle carni” durante un’evento ideato da Carni Sostenibili, iniziativa voluta da Assocarni, Assica, Unaitalia.

“La cultura genera conoscenza, la conoscenza apre la coscienza e la coscienza è il senso di responsabilità“, ha aggiunto lo chef prima di cominciare la preparazione delle cinque portate del menù sostenibile senza sprechi. “Per creare un menù sostenibile, bisogna avere spiritualità“, ha precisato Bottura “recuperando la memoria” e ricordando che “un classico emiliano, per esempio, nel momento in cui uccideva il maiale, usava ogni singola parte dell’animale, perché il maiale era oro. Così come è oro un pezzo di pane secco, questa è la cosa fondamentale. Attraverso la cultura tu riesci a creare e darti questo tipo di risposte”.

Massimo Bottura ha scelto di iniziare il pranzo con un “ricordo di un panino alla Mortadella“, quest’ultima trasformata in spuma, realizzata “in quattro anni di studi” e con un hamburger emiliano. Le portate sono proseguite con “la parte croccante di una lasagna” il “riso omaggio a Cantarelli”, una portata dal titolo inglese a base di cotechino, una caesar salad in bloom e camouflage rosso.

Fonte: Italpress.com